Morire in pochi secondi per nulla
Morire in pochi secondi per nulla davanti al proprio figlioletto di 11 anni che rimarrà segnato a vita è una cosa assurda. Dolorosa. Aberrante. A prescindere dalle singole responsabilità.
L’omicidio è avvenuto a Massa, in pieno centro. In una piazza con ben cinque telecamere ma, come appreso dalla stampa, nel fascicolo ci sono solo le immagini di una delle due poste nel palazzo comunale.
Quanto è accaduto è da inserirsi in un contesto di vera e propria emergenza sociale nazionale e con questo omicidio, Massa si pone quindi al centro delle discussioni nazionali e regionali in materia di sicurezza e criminalità da un lato e, dall’altro, impone delle domande sulla questione giovanile e sul tasso di violenza che si respira nelle piazze per un nonnulla.
A prescindere dal caso in questione, in Italia e nella nostra regione il problema delle gang è reale è preoccupante e probabilmente in crescita.
Nel rapporto 2025 dell’Osservatorio Regionale della legalità del Consiglio regionale toscano si afferma che “in Toscana si stima l’esistenza di almeno 200 gang, delle quali oltre 40 nella sola città di Firenze” e che “le gang hanno una struttura complessa e molto diversificata e, di conseguenza, è articolata anche l’analisi del fenomeno. Le gang sono una attualità ormai da molti anni e alcune rappresentano una vera e propria forma di criminalità di strada organizzata. Se non si interviene in tempo, il rischio, concreto, è che si trasformino in gruppi narcomafiosi. Alcune sono composte da italiani, altre da stranieri e altre ancora sono gruppi misti.
Alcune sono più sofisticate, violente e pericolose. Anche la composizione è varia: ci sono gang di poveri e gang costituite da ricchi. Le gang sono quindi di vario tipo e spesso composte sia da minorenni sia da maggiorenni. Le modalità di intervento e di contrasto devono naturalmente tener conto delle diverse tipologie di gang: si passa dall’inasprimento delle sanzioni penali nei confronti delle gang potenzialmente narcomafiose (in particolare per contrastare l’uso di armi da fuoco e per ridurne quanto meno il numero) all’intervento preventivo da un punto di vista sociale, con un’educazione alla cultura della legalità. È senza dubbio necessario un maggior controllo del territorio”.
Il controllo del territorio, unitamente ad una maggiore cultura della legalità, si conferma come punto fondamentale da perseguire anche nella provincia di Massa Carrara, oggetto - tra l’altro - di numerosi report dell’OMCOM (Osservatorio Mediterraneo Criminalità Organizzata e Mafia) e più volte nel tempo indicata nei verbali della Commissione Parlamentare antimafia, non tralasciando le 14 interdittive antimafia emesse a carico di imprese dalla Prefettura.
Come Fondazione Caponnetto non possiamo non notare come negli ultimi 20 anni la tecnologia della comunicazione abbia gravato sugli aspetti educativi dei giovani tramite i social sui quali passano liberamente e senza alcun controllo messaggi e immagini di violenze.
È nostra intenzione impegnarci a monitorare con la massima attenzione questo bellissimo territorio ed auspichiamo che questo triste accadimento sia l’occasione per dire: “mai più”.
Salvatore Calleri
Presidente Fondazione Antonino Caponnetto



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